Tra le domande che ci sentiamo fare più spesso c'è proprio questa: "Perché Cichì's RistoBistrot?"
La risposta è una storia vera, fatta di passi piccoli ma decisivi, di famiglia, di sogni coltivati con costanza. Un percorso che parte da lontano, da quando Christian era ancora un ragazzo e iniziava a riconoscere, giorno dopo giorno, la sua passione per la cucina e l'ospitalità.
Quando Christian aveva 15 anni, suo fratello Emiliano ne aveva 18 ed era appena uscito dalla scuola alberghiera. Insieme presero una decisione coraggiosa: aprire un bar a Bagnaia, il Bar Fabbrix. Christian era il "piccolo di casa" e frequentava ancora la scuola, ma si mise subito in gioco con impegno e determinazione, fino a diventare un punto di riferimento per il locale.
Il bar crebbe rapidamente, trasformandosi in uno dei luoghi più frequentati per il pre-serata delle discoteche di Viterbo, un punto di ritrovo e divertimento per tantissimi ragazzi. Ed è proprio in quel contesto, nel rapporto diretto con le persone, che nasce il soprannome "Cichì": un nome che, con naturalezza, diventa familiare a tutti. Da lì in poi, per tantissimi, quello era semplicemente "il bar del Cichì".
In quegli anni, Martina e Christian non condividevano solo i banchi di scuola. Cresceva tra loro un'amicizia autentica, di quelle capaci di sostenerti anche quando il lavoro, la famiglia e le responsabilità sembrano chiedere tutto. Un legame che, dopo il diploma, si fece evidente: era diventato qualcosa di più profondo, pronto a cambiare forma e a guardare avanti.
A vent'anni, dopo aver deciso insieme al fratello di chiudere il bar, Christian si iscrisse all'università. Di giorno studiava, la sera lavorava: barman, cameriere, catering. Orari lunghi, ritmi intensi, ma un'idea chiara in testa: la ristorazione non era solo un lavoro, era la sua strada.
La loro storia, a un certo punto, ha imparato anche la distanza. Martina negli Stati Uniti per lavoro, Christian in Italia tra studio e turni. Eppure, durante le pause universitarie, riuscivano sempre a ritagliarsi tempo: perché quando un progetto di vita è forte, trova spazio anche tra mille impegni.
Poi arriva una scelta importante: Christian decide di trasferirsi in Canada, mentre Martina fa avanti e indietro con l'America. Un periodo intenso, fatto di sacrifici e di attese, ma anche di una cosa preziosa: la certezza di volere lo stesso futuro.
In Canada, la passione di Christian per la cucina lo aiuta ad ambientarsi in fretta e a trovare lavoro in una bakery. Ma anche quando sei "vicino", se non sei davvero insieme, la distanza si sente. Le giornate diventano più complicate, e proprio in quel momento Martina fa un gesto che dice tutto: prende un bus dagli Stati Uniti al Canada con una valigia enorme e affronta ore di controlli alla dogana. Un viaggio stancante, sì, ma soprattutto un messaggio chiaro: "Io ci credo".
La mattina dopo il suo arrivo, Martina era già in piedi, pronta a lavorare nella scuola dietro la bakery. Da lì in avanti inizia davvero la vita insieme che avevano immaginato: costruita con determinazione, piccoli sacrifici e tanta voglia di crescere, ogni giorno.
E per vivere più tempo fianco a fianco, Martina inizia a lavorare anche nel ristorante dove Chris faceva i turni serali. La dinamicità del servizio, il contatto con le persone, la forza del team: tutto le fa sentire subito di essere nel posto giusto. Non solo nella vita, ma anche nel lavoro.
Amavano il Canada: il calore delle persone, l'attenzione verso il prossimo, il valore della famiglia. In poco tempo avevano costruito amicizie sincere, scegliendolo come casa e iniziando a immaginare lì il loro futuro. Ma, come spesso accade nelle storie più belle, la vita li ha sorpresi: proprio il giorno dopo averne parlato, hanno scoperto di essere in attesa di Nicole.
Dopo la nascita della piccola, decisero di fare un viaggio in Italia per presentarla a tutti: parenti, nonni, zii e cugini non vedevano l'ora di stringerla tra le braccia. Durante quel soggiorno, però, il richiamo dell'Italia iniziò a farsi sentire. Martina, inizialmente, non voleva lasciare il Canada: quella era la loro vita, il loro equilibrio. Poi uno sguardo, un momento di silenzio condiviso, e la scelta è diventata chiara: era il tempo giusto. Anche perché Nicole era ancora piccola e loro erano giovani, pronti a ricominciare.
Così iniziarono i lavori di ristrutturazione, lasciando il Canada e tornando a Bagnaia. Chris concluse la sua formazione alla Boscolo Etro di Tuscania per diventare chef e, quasi senza accorgersene, ciò che sembrava lontano divenne realtà: il sogno iniziava a prendere forma.
Serviva un nome, qualcosa che raccontasse la loro storia e il loro modo di accogliere. L'idea arrivò a Martina quasi naturalmente: Cichì's RistoBistrot. Perché "Cichì" era già parte di tutto questo: il soprannome che Chris si era guadagnato sul campo, tra le persone, grazie a quel talento autentico che tanti avevano conosciuto e apprezzato.